Le feste bibliche sono appuntamenti divini nei quali Dio convoca il Suo popolo per avere comunione e rivelare progetti e benedizioni. Il calendario ebraico ti permetterà di capire quando iniziano e quali sono le festività ebraiche del prossimo anno. Conoscerai i mesi del calendario ebraico e il nome dei giorni della settimana. Esempio biblico: L’Eterno parlò a Mosè, dicendo: ‘Il primo giorno (Yom Rishom) del primo mese (Nissan) erigerai il tabernacolo, la tenda di convegno. “Esodo 40:1-2”. Di seguito una carrellata delle festività ebraiche

TU BISHVAT
Molte fra le ricorrenze ebraiche servono a ricordare i cicli naturali. Una festività particolare, totalmente dedicata agli alberi è il Capodanno degli alberi, Rosh Ha-Shanà Lailanot, conosciuta anche con la data ebraica in cui cade: Tu bi-Shevat, cioè quindici del mese di Shevat. In questo giorno viene indicato come il giorno in cui cominciano a fiorire i mandorli, e si può cominciare a sperare in un prossimo arrivo della primavera.
Nella tradizione ebraica inoltre, quando nasce un bambino si usa piantare un albero. A tempo debito, i rami di quello stesso albero serviranno per costruire la chuppà, cioè il baldacchino nuziale.


PURIM
La storia di Purìm (in ebraico Purim significa “sorti”) accaduta circa 2500 anni fa, ci viene raccontata nella Meghillàth Estèr, il Libro di Ester,
libro che fa parte del canone biblico e durante la festività si legge pubblicamente. Assistere alla lettura del Libro di Ester è uno dei precetti della festa. In questo giorno si devono anche fare doni ai bisognosi, inviare dei cibi a due persone diverse, partecipare ad un banchetto festivo.
TA’ANIT ESTHER
Si digiuna il 13 di Adar in ricordo del digiuno della regina Ester, in seguito al quale il popolo fece Teshuvà (pentimento), che portò alla salvezza del popolo.


TA’ANIT BEKHOROT
È un giorno speciale di digiuno nell’Ebraismo, che di solito cade nel giorno prima di Pesach di Shalosh Regalim. Solo i primogeniti hanno il dovere di digiunare in questa occasione, in ricordo della salvezza dei primogeniti durante le piaghe d’Egitto.
PESACH
Inizia in terra d’Israele quando maturano i primi cereali; segna quindi l’inizio del raccolto dei principali prodotti agricoli. è anche nota col nome
Hag hamatzot, festa delle azzime. In terra d’Israele Pesach dura sette giorni dei quali il primo e l’ultimo di festa solenne, gli altri di mezza festa.
Fuori d’Israele – nella Diaspora – la durata di Pesach è di otto giorni, dei quali i primi e gli ultimi due sono di festa solenne. In ricordo del fatto che quando furono liberati dalla schiavitù gli Ebrei lasciarono l’Egitto tanto in fretta da non avere il tempo di far lievitare il pane, per tutta la durata della ricorrenza è assolutamente vietato cibarsi di qualsiasi alimento lievitato o anche solo di possederlo. Si deve invece far uso di matzà, il pane azzimo, un pane non lievitato e scondito, che è anche un simbolo della durezza della schiavitù. giorni precedenti la festa di Pesach sono dedicati a una scrupolosa e radicale pulizia di ogni più riposto angolo della casa per eliminare anche i piccoli residui di sostanze lievitate. Usanza mutuata anche dalla lingua italiana nella quale ricorre spesso l’espressione “pulizie di Pasqua” – sinonimo anche delle “pulizie di primavera”. La prima sera viene celebrato il Seder, in ebraico “ordine”, suggestiva cena nel corso della quale vengono rievocate e discusse secondo un ordine prestabilito le fasi dell’Esodo, rileggendo l’antico testo della Haggadah. Si consumano vino, azzime ed erba amara in ricordo dei dolori e delle gioie degli Ebrei liberati dalla schiavitù. Si inizia con l’invito ai bisognosi ad entrare e a partecipare alla cena e si prosegue con le
tradizionali domande rivolte al padre di famiglia dal più piccolo dei commensali; la prima di queste è volta a sapere “in che cosa si distingue questa notte dalle altre.


Y OM H A S H O A H , G I O R N A T A D E L R I C O R D O D E L L ‘ O L O C A U S T O

Si tiene ogni anno in ricordo dei 6 milioni di ebrei che furono uccisi durante l’Olocausto dai nazisti.

Y OM H A Z I K A R O N, G I O R N O D E L R I C O R D O

La ricorrenza dello Yom HaZikaron (in ebraico “Giorno del Ricordo”) è una delle giornate più importanti per gli Israeliani e in generale per tutti gli
Ebrei ed è dedicato a tutte quelle persone che sono cadute in guerra.

Y O H A A T ZMA U T , G I O R N O D E L L ’ I N D I P E N D E N Z A

Il 5 del mese di Iyar, durante il periodo dell’Omer, si celebra la ricorrenza della fondazione dello Stato di Israele, in ebraico Yom Ha Azmaut. In questo giorno nel 1948 fu firmata la dichiarazione d’Indipendenza. Dopo duemila anni di esilio, si è realizzata l’aspirazione degli ebrei di avere uno Stato proprio. E’ giorno di festa sia in Israele che nella Diaspora.

L A G B A – ‘ OME R 3 3 , G I O R N O D I OME R

La seconda sera di Pesach, la pasqua ebraica, secondo il dettato della Torà, si doveva fare un’offerta delle primizie del raccolto; offerta che doveva essere ripetuta sette settimane dopo, alla festa di Shavuot ( Pentecoste). I grani di orzo del nuovo raccolto, fino a che esisteva il
Tempio, non potevano essere consumati se non dopo l’offerta; dopo la distruzione del Tempio è rimasto il precetto di contare i giorni che
separano Pesach da Shavuot. Tale periodo si chiama “periodo dell’Omer”. E’ un periodo che viene considerato di lutto, durante il quale non si celebrano matrimoni. Il trentatreesimo giorno viene festeggiato Lag Ba-‘Omer, una festa allegra, che spezza il lutto.


SHAVUOT, PENTECOSTE
Shavuot è una delle tre feste di pellegrinaggio, cioè una festa durante la quale ci si doveva recare al Tempio e portare un’offerta, secondo il verso
Esodo 23:16: “Conterete cinquanta giorni fino all’indomani della settima settimana ed allora presenterete al Signore un’offerta farinacea nuova (di frumento nuovo)”. Shavuot è chiamata anche “Tempo del dono della nostra Torà”. Sul Monte Sinai Mosè, ricevette in dono da Dio la Torà da consegnare al popolo d’Israele. La Torà è per gli ebrei il dono più grande fatto da Dio all’uomo, il legame connessa è fortissimo e ha un valore di sacralità.


SHIV’À’ASÀR BE-TAMMÙZ
E’ un giorno di raccoglimento e di digiuno, dall’alba al tramonto. Ricorda la rottura delle Tavole da parte di Mosè, la breccia nelle mura di Gerusalemme fatta dai Babilonesi nel 586 a.e.v. e dai Romani nel 70, l’interruzione della presentazione del sacrificio quotidiano durante le
guerre fratricide degli Asmonei.


TISHA B’AV
Il 9 del mese di Av per gli ebrei è giorno di lutto e di digiuno. In questa data a distanza di molti secoli furono distrutti sia il primo che il secondo Tempio. Il primo Tempio fu distrutto nel 586 prima dell’era volgare ad opera dei babilonesi e il secondo ad opera dei romani nel 70 e.V. La distruzione del Tempio è presente nel cuore degli ebrei anche dopo venti secoli: nelle preghiere, in qualsiasi parte del mondo ci si trovi, ci si rivolge sempre fisicamente e idealmente verso le vestigia del Muro occidentale. Questa data, divenuta simbolo di disgrazia per il popolo ebraico segna anche altri momenti tragici: proprio il nove di Av gli ebrei furono cacciati dalla Spagna nel 1492.
Secondo la tradizione ebraica nella distruzione già ci sono i semi della redenzione e proprio in questa data, simbolo di distruzione, verrà al mondo il Messia. Avranno la gioia di vedere Gerusalemme ricostruite solo coloro che abbiano partecipato alle manifestazioni di lutto che si tengono a Tishà Be-Av.


ROSH CHODESH ELUL
Questa giornata di Rosh Chodesh ha un ulteriore significato, in quanto si tratta del Capo mese di Elul, che dà inizio all’ultimo mese nel calendario ebraico; secondo la tradizione riportata dai Maestri, proprio nel giorno di Rosh Chodesh Elul, Mosè, chiamato dal Signore, salì nuovamente sul Monte Sinai, vi si trattenne in preghiera per quaranta giorni per conseguire il perdono per Israele, ne discese quindi con le seconde Tavole del Patto, in sostituzione di quelle da lui infrante alla vista dell’idolatria del vitello d’oro.


R O S H H A S H A N À , C A P O D A N N O

Rosh haShana (in ebraico ראש השנה , letteralmente capo dell’anno) è il capodanno religioso, uno dei tre previsti nel calendario ebraico. Nella Torah vi si fa riferimento definendolo “il giorno del suono dello Shofar” (Yom Terua, Levitico 23:24). La letteratura rabbinica e la liturgia
descrivono Rosh haShana come il “Giorno del giudizio” (Yom ha-Din) ed il “Giorno del ricordo” (Yom ha- Zikkaron).


Y OM K I P P Ù R , G I O R N O D E L L ‘ E S P I A Z I O N E

Yom Kippur ( יום כפור yom kippùr, “Giorno dell’espiazione”) è la ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell’espiazione. Nella Torah viene chiamato Yom haKippurim (Ebraico: ,יום הכיפורים Giorno degli espiatori”). È uno dei cosiddetti Yamim Noraim (Ebraico, letteralmente “Giorni terribili”, più propriamente “Giorni di timore reverenziale”). Gli Yamim Noraim vanno da Rosh haShana a Yom Kippur, che sono rispettivamente i primi due giorni e l’ultimo giorno


S U K K O T , F E S T A D E L L E C A P A N N E

Il termine Sukot meglio Sukkot o Succot, si riferisce a una festa di pellegrinaggio che in Israele dura sette giorni. È conosciuta anche con i nomi
di “Festa delle capanne”, “Festa dei tabernacoli” e “Tabernacoli”. Nell’Ebraismo è una delle festività più importanti, anch’essa una delle tre feste del pellegrinaggio e della raccolta autunnale, quella più consistente.. Un cenno alle tre feste bibliche del pellegrinaggio. La Pasqua ebraica è la festa che ricorda l’Esodo dall’Egitto; La Festa Pentecoste ricorda la consegna della Torah a Mosè sul monte Sinai e seguendo il ciclo agricolo rappresenta la prima raccolta. La Festa delle Capanne ha conservato la memoria dei quarant’anni nel deserto le tende, capanne, nelle quali consumano i loro pasti durante i sette giorni della festa Nella tradizione biblica, la Festa delle Capanne è diventata una festa messianica,
riferendosi al raduno di tutte le nazioni che si recano fino a Gerusalemme (Zaccaria 14) e coincide con la seconda e più grande “ultima” raccolta.


S IMC H A T T O R À , G I O I A D E L L A T O R A H

Giorno particolarmente lieto, come indicato dal nome stesso: la “gioia della Torah”. Il termine Simchat Torah iniziò ad essere usato dopo ‘introduzione del ciclo annuale di lettura della Torah e deriva dal fatto che in questo giorno si completa la lettura della Torah stessa e si inizia un nuovo ciclo di lettura.


CHANUKKÀ
In ebraico la parola chanukkah significa «inaugurazione» o «dedica»: infatti la festa commemora la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme a seguito della conquistata libertà dagli Ellenisti che avevano tentato di distogliere gli ebrei dalla Torah e in particolare da alcuni precetti come lo Shabbat ed il Brit Milah (circoncisione). Gli assiro-ellenici ritenevano di poter cancellare la specificità giudaica proibendo la pratica della Legge, ma solo una minoranza di ebrei venne religiosamente “corrotta”: Fu una rivolta armata guidata da un anziano sacerdote dell’antica famiglia degli Asmonei, Mattatia, che permise «la vittoria dello spirito sulla forza brutale che minacciava Israele nella sua vita religiosa e spirituale».


S H A B B A T – R I P O S O
ש ב ת Sebbene lo Shabbat non sia considerata una festività da molte altre culture e religioni, l’ebraismo gli riconosce lo status di gioiosa festività.
Nonostante “Shabbat” viene tradotto come “riposo” o “tempo del riposo”, una traduzione più letterale sostituisce con “lo smettere”, con ‘induzione a “smettere di lavorare”. Shabbat non è semplicemente interrompere le attività lavorative ma ricordare che Dio stesso si riposò dando vita alla prima di tutte le festività.
R O S H C H O D E S H – C A P O D E L ME S E
ר א ש ח ו ד ש
Rosh Chodesh è il primo dei due giorni dei mesi di Shevat, Nissan, Sivan, Av, Tshrei Kislev, (che hanno 30 giorni, sia l’ultimo giorno del mese, che il primo giorno del mese successivo). Molti hanno l’abitudine di celebrare Rosh Chodesh con un pasto festivo e un’attività lavorativa ridotta. Queste abitudini sono prevalenti tra le donne, che hanno un’affinità speciale con Rosh Chodesh.